“10 cose fare e vedere a Ventotene”

1) Le spiagge di Ventotene

Nonostante le piccole dimensioni (quasi 2 km quadrati), Ventotene offre molte spiagge e calette riparate, affacciate su acque cristalline.

Molte di queste cale rientrano infatti nell’Area Marina Protetta, e per questo sono pulite e permettono di fare il bagno in tutta tranquillità e sicurezza. Molte cale si raggiungono soltanto via mare grazie alle barche taxi, mentre tra le spiagge che si possono raggiungere a piedi dal centro (Piazza del Castello) troviamo Cala Nave, Cala Rossano, Parata Grande e Parata della Postina.

Cala Nave è la spiaggia più frequentata dell’isola: si tratta di un lido sabbioso protetto da costoni di tufo che formano una baia naturale di rara bellezza. È una spiaggia libera ma si possono noleggiare ombrelloni e lettini e si raggiunge a piedi comodamente. Cala Rossano è una spiaggia piccola, sabbiosa e riparata che si raggiunge a piedi dal porto, perfetta per una giornata di mare senza spostarsi troppo, mentre Parata Grande si trova poco lontano dal centro e ci si arriva con una serie di scalini scavati nel tufo. La spiaggia è sabbiosa e troverete anche lettini e ombrelloni, affacciati su acque verdi punteggiate da scogli. Un’altra spiaggia molto suggestiva di Ventotene è la Parata della Postina: una piccola baia sassosa dominata da un masso che forma due archi naturali. Vale la pena addentrarsi negli archi per ammirare il paesaggio subacqueo e per ascoltare il suono del mare.

2)Il Porto Romano di Ventotene

Come le isole vicine, anche Ventotene fu colonizzata dai Romani. I resti dell’architettura romana sono disseminati in tutta l‘isola: tra le testimonianze meglio conservate c’è sicuramente il Porto Romano, i cui resti sono oggi visibili nella zona del porto attuale, che è anche il centro nevralgico dell’isola.

Si tratta di un bacino scavato nel tufo asportando circa 60.000 metri cubi di roccia. Rivolto a est, ancora oggi protegge le imbarcazioni dai venti e dal cattivo tempo. Una passeggiata lungo il molo vi permetterà di notare come la struttura del porto moderno sia perfettamente inglobata con quella del porto romano: le grotte di tufo scavate dai romani ospitano oggi negozi, uffici turistici e centri immersioni, mentre all’imbocco del porto, utilizzate tutt’oggi, si possono notare nella parete di tufo le grandi bitte che tenevano ancorate le navi mercantili romane.

3)La Peschiera Romana di Ventotene

La Peschiera Romana si trova ai piedi del faro, nella zona del Porto. Si può visitare a nuoto, ma rende il meglio di sé con le immersioni, perché attualmente il grosso della costruzione si trova sott’acqua. Si tratta di una serie di vasche collegate al mare tramite canali e percorsi obbligati, che consentivano ai pesci di deporre le loro uova senza poter uscire.

Lasciatevi incantare dall’ingegnosità dei romani: le vasche più esterne servivano per miscelare l’acqua dolce con quella salata, mentre la vasca centrale più grande conteneva un sistema di grate che permetteva all’acqua di mare di entrare ma non ai pesci di uscire. L’ambiente marino veniva ricreato alla perfezione grazie a zone ombrose e scogli ricoperti di alghe.

4)Le Cisterne Romane di Ventotene

A differenza dell’isola di Ponza, Ventotene non ha sorgenti di acqua dolce. Lo sapevano bene i Romani, che nel 1° secolo a. C. fecero costruire due grandi vasche al centro dell’isola.

Le Cisterne Romane si raggiungono a piedi in pochi minuti da Piazza Castello. Si tratta di due vasche per la raccolta dell’acqua piovana: la Cisterna di Villa Stefania, che si estende per 700 metri quadri, e la Cisterna dei Detenuti, grande più di un chilometro quadrato. Oggi si possono visitare accompagnati dalle guide turistiche del Comune e sono perfettamente conservate grazie al rivestimento di cocciopesto, che rendeva le vasche impermeabili. Da qui, sfruttando la pendenza naturale dell’isola, l’acqua veniva incanalata tramite un sistema di acquedotti verso il porto, direttamente al Palazzo Imperiale dell’Imperatore Augusto. Le cisterne sono state utilizzate per lungo tempo, e in epoca borbonica sono state addirittura abitate da 100 forzati mandati qui per ricostruire l’isola. Prima ancora furono abitate dai Monaci: per questo al suo interno sono ricoperte di graffiti, disegni e scritte che testimoniano lo scorrere della vita quotidiana in varie epoche storiche.

5) Il Museo della Migrazione e Osservatorio Ornitologico di Ventotene

Questo piccolo museo rientra tra le attività dell’Area Marina Protetta di Ventotene e di Santo Stefano: oltre ad ospitare informazioni, curiosità e modelli a grandezza naturale dei principali uccelli migratori del Mediterraneo,

è anche un centro di osservazione, inanellamento, monitoraggio e censimento delle specie di uccelli che dall’Africa migrano verso l’Europa del Nord. Si tratta del primo museo di questo genere in Italia e merita una visita anche per lo spettacolare punto di osservazione offerto dalla sua terrazza panoramica sul mare. Se siete fortunati, gli uccelli visti solo in foto potrebbero passarvi al di sopra della testa proprio nel momento in cui vi affacciate. Molto probabile, se la folla dei turisti ha già abbandonato l’isola.

6)Il Carcere di Santo Stefano a Ventotene

Edificato dai Borbone nel 1795 e funzionante fino al 1965, il Carcere di Santo Stefano si trova sull’isola omonima, a meno di un miglio marino da Ventotene. Si tratta di una costruzione imponente e maestosa a ferro di cavallo, a picco sul mare, dove però i detenuti potevano guardare soltanto all’interno.

Il progetto era di Francesco Carpi e fu ideato in modo da permettere ad un solo guardiano di controllare tutte le celle con un colpo d’occhio. Una visita a questo luogo è emozionante e carica di suggestione: per duecento anni ha ospitato migliaia di vite umane, dai prigionieri dei Borbone ai nemici fascisti, e il cimitero del carcere ne testimonia la tragicità con una serie di tombe senza nome sormontate da semplici croci di legno. È anche il carcere dei nomi illustri: qui sono stati confinati ad esempio Sandro Pertini e Giuseppe Di Vittorio, e qui è stato scritto da Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni il Manifesto di Ventotene, un documento che oggi è considerato il testo fondante dell’Unione Europea.

7)Villa Giulia a Ventotene

I resti di Villa Giulia si trovano sul promontorio di Punta Eolo, a picco sul mare. La villa, una delle residenze imperiali di Ottaviano Augusto, prende il nome dalla figlia Giulia, prima di una lunga serie di nobildonne romane qui mandate in esilio, come Agrippina, e Ottavia, moglie di Nerone.

Oggi la villa si trova in posizione panoramica e merita una visita per ammirare da vicino il genio dell’architettura romana: sono ancora ben visibili le aree dedicate alle terme, con il calidarium, il frigidarium, il tiepidarium, e la struttura originale della villa, che era perfettamente inserita nel paesaggio con una serie di costruzioni e ambienti degradanti verso il mare. Le aree dedicate al personale e agli schiavi furono costruite in modo da non essere visibili all’ingresso, mentre la zona dedicata alla famiglia imperiale è collegata direttamente con il mare. Colonne, marmi e arredi della villa sono stati portati via e danneggiati nel corso dei secoli: alcuni materiali sono custoditi oggi al Museo Storico Archeologico di Ventotene.

8)L’Area Marina Protetta di Ventotene e Santo Stefano

Dal 1999, Ventotene e la disabitata Santo Stefano fanno parte di un’Area Marina Protetta, che divide il territorio e le acque circostanti le isole in zone a riserva integrale, parziale e generale. La riserva integrale comprende tutta l’area dell’isola di Santo Stefano: ci si può andare soltanto accompagnati da personale autorizzato. La riserva generale copre la metà dell’isola di Ventotene e quella parziale le zone restanti.

L’istituzione della Riserva ha permesso di preservare il paesaggio marino e i sui abitanti: per questo Ventotene e il suo specchio di mare sono il luogo ideale per lo snorkeling e le immersioni. Potrete ammirare intere praterie di posidonie, gorgonie, rose di mare e branchi di murene, tonni, cernie e a volte anche capodogli e delfini. Il Centro Visite dell’Area Marina Protetta si trova al Porto di Ventotene: qui troverete tutte le informazioni e il materiale divulgativo per vivere l’isola rispettando l’ambiente.

9)Cosa mangiare a Ventotene

Ventotene è una terra di mare e di ortaggi: dalla fusione dei prodotti della terra con il pescato del giorno nascono piatti unici, che si possono assaggiare soltanto qui.

L’amore e la caparbia dei ventotenesi ha di recente permesso la nascita di una nuova idea di cucina del territorio, che fonde specialità come le lenticchie di Ventotene e le cipolle rosa con ricette innovative e sorprendenti. Trai primi piatti tipici troviamo il connubio ideale tra mare e terra, con gli gnocchi di mare di Ventotene: gnocchi fatti in casa con pomodoro pachino, ricotta romana e peperoncino, pezzetti di polpo e gamberi dai riflessi violacei pescati al largo dell’isola. Non può mancare inoltre la zuppa di lenticchie di Ventotene, che insieme a quelle di Castelluccio sono la varietà più pregiata d’Italia. Il pesce fresco è protagonista dei secondi piatti: nei ristoranti e nelle trattorie, infatti, il menu è raramente fisso perché i piatti si decidono sempre in base a ciò che offre il mare. Da non perdere i calamari ripieni e la murena in scapece con le cipolle rosa, e per i vegetariani la cianfotta, un secondo di verdure che variano a seconda della stagione (patate, piselli, fave, carciofi). Accompagnano i pasti i vini locali, che nascono dalle vigne arrampicate sulle parti interne dell’isola: tra questi Dragonara, Moscato, Biancolella.

10) Dove dormire a Ventotene

 

Ventotene ha pochissimi alberghi che devono essere prenotati con ampio anticipo, mentre più opportunità arrivano dagli appartamenti affittati dai residenti.

Senza prenotare in anticipo, a luglio e agosto è praticamente impossibile trovare un posto dove dormire. Più facile (relativamente) negli altri mesi estivi e senza problemi nei mesi autunnali e primaverili (esclusi i ponti). Una buona alternativa è dormire nella vicina Ponza che ha più di 70 hotel.

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